Ti senti un numero, un pezzo di carta, il candidato n.495.
Una candidatura non è un esame di storia. È un incastro di energie. Se il recruiter è bravo, sta cercando di capire se la tua vibrazione si sposa con quella del resto del team.
Dopo centinaia di colloqui ho capito una cosa: ci sono 3 segnali che un recruiter guarda sempre.
- Non basta dire: “Sì, so gestire lo stress” è il classico e a pensarci bene lo abbiamo detto tutti.
- Senti la tua voce tremare: fermati, fai una piccola pausa di tre secondi prima di continuare, cerca di rispondere con sincerità, sempre.
- Il linguaggio del corpo: quello che fai conta moltissimo dal tuo sguardo ai tuoi piedi.
In un colloquio l’HR deve sentire le tue parole, devi far sentire le tue esperienze e la tua voglia di fare e metterti in gioco per l’azienda che ti sei candidat*.
I tre secondi che mettono in difficoltà tutti i candidati
Esiste una pausa strategica che gli HR cattivi mettono in gioco subito. Quei 3 secondi di silenzio sembrano un’eternità. Tu finisci di parlare e l’HR… zitt*, vero?
Spesso il candidato si sente in dovere di riempire quel vuoto e aggiungere un qualsiasi di “troppo“. Non avere paura del silenzio. Se hai risposto, fermati e respira.
Regola d’oro nei colloqui:
“Non riempire il silenzio con parole poco utili”.
Raccontami un tuo fallimento
Attenzione, qui si accendono tutte le allarmi possibili, il recruiter farà domande che tu non ti aspetti, per indagare sulla tua personalità perché è proprio lì che si nascondono qualità che magari non sai di avere e che l’azienda sta cercando.
Impara a vedere il colloquio con altri occhi
Che tu sia un manager che deve assumere o una persona alla ricerca del posto ideale nel mondo del lavoro, il colloquio è una relazione psicologica.
Non è un “io contro te” ma bensì un “vediamo se possiamo fare un pezzo di strada insieme“.
È questo l’obiettivo di un vero recruiter.
Ora, resta a te chiederti. Quello è davvero il posto dove vuoi far vedere il tuo talento? Se la risposta è un sì, allora non avere paura di mostrare chi sei davvero.
Se ripensassi al tuo ultimo colloquio, cosa faresti in modo diverso?